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	<title>Pensieri puzzle</title>
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	<description>Un giorno li rimetterò insieme</description>
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		<title>LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO &#8211; Cultura, memoria, sensibilità&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La memoria storica, tutelata per legge, deve essere alimentata e preservata da una scelta culturale consapevole. Ma non deve mancare la sensibilità personale, meglio se semplice come quella di un bambino. <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2012/01/25/le-note-di-roberto-belluco-cultura-memoria-sensibilita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=502&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&#038;id=2366</p>
<p>Il concetto di cultura è sempre stato un problema, sia di definizione sia di intenti. La cultura è quanto descrittivo di una società, nel bene e nel male, soprattutto se hanno pensato a strumenti per la tutela di quella positiva e propositiva.<br />
Si sa che la crisi che stiamo vivendo, non solo economica, ma anche morale, ha due effetti completamente in antitesi. Il primo è di spasmodica ricerca di una “via di fuga”, quindi dando fondo alla fantasia e al carattere imprenditoriale del singolo. Tutto sommato è positivo avere voglia di reagire. L&#8217;altra depressiva , attendista e in cerca di giustificazioni. Capita che siano proprio queste epoche che rispolverino il “si stava meglio quando si stava peggio”. Allora, con un tavolino a tre gambe, si evocano i fantasmi storici del nostro recente passato, in barba alle motivazioni storiche che li avevano fatti archiviare. Pochi minuti fa, camminando per Aosta ho visto, in lontananza, un ragazzo con taglio di capelli “tattico”, ma non era un militare. Indossava un giubbotto da volo “bomber”, fin qui niente di strano. A suo tempo, piaceva anche a me. Mi ha destato un po&#8217; di fastidio, democraticamente culturale, la pacth che sfoggiava sul braccio sinistro: Casa Pound. Ribadisco il fatto che ciascuno possa esprimere la propria opinione, con i rimandi al ventennio fascista, ma mal sopporto che siano una Onlus e possano chiedere il 5&#215;1000. Soprattutto in base al messaggio politico che perseguono e contro il quale la nostra democrazia si è fondata.<br />
Torniamo alla cultura che mi è più congeniale. Adesso i miei figli sono abbastanza grandi per capire o inquadrare una situazione. Mio figlio, nove anni e onnivoro di informazioni carpite da pressanti domande, mi chiede cosa era successo agli Ebrei. Gli scorsi anni, la celebrazione della Giornata della Memoria, non aveva capito bene cosa fosse successo. L&#8217;argomento è difficile da capire e accettare per un adulto, figuriamoci per dei bambini.<br />
La domanda è scattata con le pubblicità della fiction Rai su Anna Frank.<br />
Non è stato facile trasmettere la motivazione razzista profondamente radicata, che ha portato a uccidere in maniera atroce corpo e anima di donne, uomini e bambini.<br />
Le domande diventavano sempre più particolareggiate e poste con tono di voce sommesso. Devo dire che, volendogli un bene incredibile, ho cercato di rispondere in modo esauriente preservando la sua fanciullezza.<br />
Ad un certo punto spuntano le lacrime. Il pensiero di bambini allontanati dai genitori, ricordo di altre storie sentite, hanno avuto la meglio e mi dice: «io non voglio vedere il film di Anna Frank». Beh, a dire il vero neanche io.<br />
La sera fatidica, io e lui ci siamo dedicati a letture e chiacchierata, finchè non si è ritornati sull&#8217;argomento. Per quanto si possa dire, ci si deve ricordare che l&#8217;impegno di tutti è votato a impedire che uomini annullino altri uomini.<br />
Non è facile fare cultura su questo argomento, ma non si deve abbassare la guardia, altrimenti i fantasmi potrebbero tornare al presente.<br />
Ho concluso il dialogo con mio figlio ringraziando per la sua sensibilità. Vero che fa anche soffrire, ma orienta il pensiero verso la positività.<br />
Magari, ogni tanto vedere il mondo come un bambino&#8230;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/502/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/502/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=502&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO &#8211; Spettabili quotidiani del globo terracqueo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 19:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le speculazioni giornalistiche di basso livello, hanno raschiato il fondo del barile in occasione dell'incidente della nave Concordia.
Vergognosamente facile marchiare di codardia un popolo, paragonandolo al gesto di un solo uomo.
Ma non siamo tutti così... <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2012/01/22/le-note-di-roberto-belluco-spettabili-quotidiani-del-globo-terracqueo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=498&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&#038;id=2364</p>
<p>&#8230; in questi giorni, noi italiani -nessuno escluso-, grazie ai Vostri articoli, siamo stati dotati di chitarra, mandolino e – luogo comune piacendo – baffi neri. L&#8217;unico aspetto comico era il ricordo del Professor Kranz, personaggio ideato e interpretato da Paolo Villaggio alla fine degli anni sessanta, che in un colpo solo prendeva in giro tedeschi e italiani con indovinate gag.<br />
Tutto nasce da un fatto scellerato, probabilmente ragionato, che ha portato una nave da crociera contro uno scoglio sottocosta dell&#8217;Isola del Giglio. Urto, scompiglio, nave sul fianco, abbandono nave e, purtroppo, vittime e dispersi.<br />
Il web, con puntuale partecipazione, rende noto che questa manovra di avvicinamento sarebbe un inchino, un omaggio all&#8217;Isola compiuto da una delle più belle navi da crociera della Costa, in barba alla rotta stabilita e alle più comuni regole di sicurezza. Fino a quel punto gli ingredienti per scatenare l&#8217;opinione pubblica c&#8217;erano tutti.<br />
Ad un certo punto della difficile evacuazione iniziano a filtrare notizie di ritardi nel dare l&#8217;allarme, che la Capitaneria è stata avvisata dai passeggeri e così via. Il massimo, anzi il surreale, si raggiunge con la diffusione della registrazione della telefonata che, dalla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Livorno, il Capitano di Fregata Gregorio de Falco, effettua al Comandate della Concordia Francesco Schettino. Da subito si capisce che si è tessuta una situazione strana, non consona alle regole e alla letteratura: il comandante non era a bordo. De Falco, fermo e stupefatto, urla a Schettino di tornare a bordo. Usa una frase che ha fatto il giro del mondo: vada a bordo cazzo! Anche la risposta è stata emblematica: è buio.<br />
Cari giornali, avete usato questa situazione vergognosa per riempire di fango tutti gli italiani, dipingendoli come deboli. Anche le parafrasi politiche non sono mancate: De Falco il tecnico, Schettino il politico incapace. Per non dire dei masochistici coinvolgimenti della stampa tedesca durante la trasmissione “Porta a Porta”: “dite troppe cifre. Non possiamo credervi”.<br />
La nave ha una portata di oltre 4mila persone e, nonostante il Comandante che ha lasciato codardamente la plancia, molti coraggiosi hanno fatto in modo che quasi tutti guadagnassero la riva, contenendo il numero delle vittime.<br />
Non dimenticatevi che questa Italia è composta da individui che hanno una grande forza di volontà e, soprattutto, una grande dignità. La polemica non è il mio forte, preferisco i fatti, e i fatti sono stati gli atti di coraggio e di sacrificio compiuti dai soccorritori, dai naufraghi in favore di altri e dagli abitanti del Giglio che hanno aperto le porte di casa loro.<br />
La giustizia farà il suo corso e punirà i comportamenti omissivi e lesivi. Anche se mai come ora fioccano gli esperti di navigazione, di Comando di Lungo Corso e di operazioni di salvataggio.<br />
Un popolo non può essere riconosciuto e marchiato per un fatto accaduto, altrimenti, cari giornali, Vi invito a spulciare i Vostri archivi, prima di scagliare la biblica prima pietra.<br />
Nonostante tutto, Vi saluto cordialmente</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/498/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/498/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=498&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO &#8211; Comandi! Signorsì, Signor Social Network</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 15:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le piattaforme sociali che abbiamo a nostra disposizione, sono veloci e pratiche. Soprattutto devono fare in modo che le decisioni siano prese in fretta, ma anche a favore dei dati di partecipazione della piattaforma. E se invece di subire, prendessimo in mano le redini? <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2012/01/10/le-note-di-roberto-belluco-comandi-signorsi-signor-social-network/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=494&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&amp;id=2360</strong></p>
<p>Io sono nato alla fine degli anni &#8217;60, dove si doveva tecnologicamente avere pazienza. Attendevo con pazienza il pomeriggio per vedere le trasmissioni dei ragazzi, ma la cosa affascinante era accendere il trasformatore per la tv a valvole. Adoravo il “muggito” che emetteva a freddo per poi diventare un brusio più sottile, il tutto illuminato da una gemma verde smeraldo. Poi toccava all&#8217;apparato radiotelevisivo: lentamente le valvole si scaldavano e appariva l&#8217;immagine. Si apprezzava la propria maturità quando la trasmissione andava fuori sintonia o sfarfallava: tocco magico di manopole e&#8230; voilà! Tutto a posto.<br />
Il massimo lo avevo raggiunto quando il mio papà, sfruttando la posizione favorevole della nostra casa, fece installare un marchingegno che permetteva di vedere la Svizzera italiana, Tele Montecarlo e Capodistria. Praticamente era come andare sulla Luna! Devo dire che della mia infanzia tecnologica mi mancano le manopole della sintonia. Era un po&#8217; come accordare un pianoforte: mica da tutti, almeno in famiglia.<br />
Per fortuna la mia attenzione verso la modernizzazione è rimasta alta e adesso mi sento a mio agio con le varie “zone” del mondo digitale.<br />
Oggi sento molte persone che lamentano una compressione della propria riservatezza, come se fosse automatico che i dati di chiunque siano disponibili sul web. Ma, tolte le leggende metropolitane, non è così. Su questo aspetto si potrebbe filosofeggiare per molte righe e tanti caratteri, ma riduco questo aspetto al gossip da bar e non me ne curo (o, perlomeno, non più di tanto).<br />
Io uso e sperimento le piattaforme social, un po&#8217; per piacere personale, ma anche per ottimizzare la presenza del mio Comune nel mare del web. Mi affascina la geolocalizzazione, soprattutto i feedback delle localizzazioni che gli utenti lasciano su cosa si trova in zona. Ovviamente sono cose estremamente soggettive e, come in tutte le cose, vanno vagliate e ponderate personalmente, senza disdegnare l&#8217;esperienza altrui. Una cosa che fa ridere e riflettere è l&#8217;atteggiamento di molti che invece di usarle le subiscono. Avete notato che l&#8217;aspetto partecipativo è un po&#8217; perentorio, tipo facci sapere il tuo stato, oppure fai il check-in. Molti percepiscono queste situazioni come un obbligo. Almeno una volta al giorno scrivere cosa si fa o dove si è diventa un religioso appuntamento. Ma, bisogna pesare gli strumenti. Già, perché questi sono strumenti, da usare e criticare, senza sottomissione. Solo in questo modo potremo apprezzare appieno le potenzialità dei social network e, soprattutto, permettere che la loro crescita sia davvero dettata da una partecipazione&#8230; partecipata.<br />
Altrimenti, se il vostro navigatore vi intima di fare inversione in autostrada, rispettate l&#8217;ordine <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/494/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/494/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=494&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Seprio. La storia di un territorio dai Longobardi ad oggi</title>
		<link>http://robertobelluco.wordpress.com/2011/12/16/seprio-la-storia-di-un-territorio-dai-longobardi-ad-oggi/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 11:01:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Seprio]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia di questa parte del nord Italia, dall'epoca considerata strategica, è stata riconosciuta World Heritage List dell'Unesco. In un libro, curato dalla dottoressa percivaldi, tutto quanto c'è da conoscere. <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/12/16/seprio-la-storia-di-un-territorio-dai-longobardi-ad-oggi/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=489&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&#038;id=2342</p>
<p>Seprio. Quanti conoscono questa regione italiana che affonda le sue origini nel medioevo? La sua costituzione è opera di Federico Barbarossa:«“Dal Lago Maggiore seguendo il corso del fiume Ticino fino a Padregnano, e da Padregnano a Cerro di Parabiago e da Parabiago a Caronno e da Caronno fino al fiume Seveso, e dal Seveso fino al fiume Tresa fin dove il Tresa si getta nel suddetto Lago Maggiore”. Queste le parole dell&#8217;Imperatore Federico Barbarossa – spiega la medievista Elena Percivaldi – che risalgono al 1185, ma mai come adesso attuali». Infatti il Seprio, che attualmente si riconosce nella porzione centro-meridionale dell&#8217;attuale Provincia di Varese ed alla parte sud-occidentale della Provincia di Como, è stato inserito a giugno nella World Heritage List dell&#8217;Unesco come parte integrante del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 dC)”:«è sempre stato un territorio strategico – continua la dottoressa Percivaldi – e oggi la sua storia è raccontata nel volume Il Seprio nel Medioevo. Longobardi nella Lombardia Settentrionale (secc.VI-XIII)” (ed. Il Cerchio, Rimini). Questo libro è la naturale conclusione del Convegno che si è svolto a Morazzone (VA) nell&#8217;aprile 2010». Il significato di questo libro è profondo e legato al territorio, come spiega il sindaco di Morazzone Matteo Luigi Bianchi:«non si può guardare con serenità ad un mondo globale se non si ha ben presente e radicata la consapevolezza di un&#8217;identità locale che possa fare comprendere chi siamo, chi eravamo, chi erano i nostri avi e come essi hanno costruito la cultura e la civiltà del nostro territorio».<br />
Il volume sarà presentato a Varese presso Villa Recalcati sede della Provincia, quest&#8217;oggi 16 dicembre, alle ore 18:30 e interverranno, oltre agli autori l&#8217;Assessore alla Cultura della Provincia di Varese, Francesca Brianza, il prof. Giuseppe Armocida (Università dell&#8217;Insubria e Società Storica Varesina), e lo stesso sindaco di Morazzone Matteo Luigi Bianchi.<br />
E&#8217; toccato alla dottoressa Elena Percivaldi, curatrice del libro, aprire il volume ripercorrendo le vicende del Seprio dal periodo tardo-antico fino all&#8217;età di Federico Barbarossa. Gli altri saggi raccolti nel volume analizzano singoli aspetti della storia e dei luoghi del Seprio. Paola Marina De Marchi, funzionario della Soprintendenza Archeologica della Lombardia e direttrice del Parco Archeologico di Castelseprio, ha ricostruito le varie fasi dell&#8217;abitato di Sibrium fornendo un&#8217;accurata sintesi degli scavi susseguiti nel tempo nonché dei materiali restituiti. Lo storico Diego Dalla Gasperina ha invece focalizzato l&#8217;attenzione sulla cittadina di Morazzone, ricostruendone le vicende &#8211; nonostante la penuria di documentazione – fino alle soglie dell&#8217;età moderna. L&#8217;archeologo Cristiano Brandolini presenta invece per la prima volta il resoconto dettagliato sugli scavi svolti nella chiesetta della Maddalena. Completa il testo una disamina del Sistema museale archeologico della Provincia di Varese (SiMArch) condotta dalla sua coordinatrice Maddalena Pizzo.<br />
A questo punto bisogna appuntarsi i dati e, se non riuscite ad andare alla presentazione del libro, acquistatelo<br />
IL SEPRIO NEL MEDIOEVO. Longobardi nella Lombardia Settentrionale (secc.VI-XIII)<br />
a cura di Elena Percivaldi<br />
Contributi di Elena Percivaldi, Paola Marina De Marchi, Diego Dalla Gasperina, Cristiano Brandolini, Maddalena Pizzo<br />
Il Cerchio Iniziative Editoriali, Rimini pp. 104, euro 18</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/489/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/489/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=489&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO &#8211; Crisi, ma riprendiamoci la nostra dignità</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 16:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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		<category><![CDATA[moralità]]></category>
		<category><![CDATA[Union Valdotaine]]></category>

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		<description><![CDATA[E' crisi economica reale, poco lavoro, contrazione dei consumi, politica a scatafascio.
Ma noi abbiamo ancora una nostra personalità? Abbiamo ancora, da qualche parte, il sacro fuoco dei Padri Costituenti? <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/12/05/le-note-di-roberto-belluco-crisi-ma-riprendiamoci-la-nostra-dignita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=484&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai scrivere o discutere di crisi è una cosa incredibile: una sfida trovare argomenti, originali. Probabilmente, fossi un indovino, potrei avere nuovi spunti di discussione.<br />
Le forme di risposta a questa incredibile, globale crisi possono essere tante, alcune fantasiose, altre proponibili, poche perseguibili. Ci si immagina di uscire vittoriosi, potendosi fregiare del titolo di resistenti. Si immagina di erogare servizi ottimizzando i denari a disposizione senza scontentare nessuno e così via, ognuno con le proprie aspettative. Un fastidioso brivido mi percorre la schiena, quando si parla delle motivazioni: banche, che dovrebbero essere gli amici di famiglie ed imprese; la politica, espressione del popolo; le multinazionali, sinonimo di ricordi squaleschi che hanno avuto solo fortuna cinematografica.<br />
Mi è poco chiara la situazione politica. Finito il berlusconismo, si è smesso di gridare allo scandalo, alla poca (se non nulla) rappresentatività e così via. C&#8217;è una cosa che ha del comico: e adesso il PD con chi se la prende? Forse smacchieranno davvero i leopardi.<br />
Il Presidente Napolitano, con manovre al limite delle sue competenze, nomina Senatore a vita l&#8217;economista Mario Monti. Questo aspetto, sicuramente non con manu militari, ma con ampio consenso, o meglio: non c&#8217;è altro scampo.<br />
Arriva Monti, si allontana la Lega. Devo dire che anche in questo caso non mi ha stupito il loro passaggio all&#8217;opposizione con conseguente rottura con il PdL. Ma sarà vero? In fondo, il leghista, quello duro e puro, che ama i comizi inneggianti alla secessione, Roma ladrona, celodurismo indemico incominciava a rompersi le scatole. Non ci va un politologo per capire che ci sono due “Lega”: quella ruspante Padana e quella politica in doppiopetto da scranno di Montecitorio. Oggi hanno riaperto il loro personalissimo Parlamento, minacciando di prendersi la libertà desiderata. Questo è quello che vuole il popolo leghista, forse è colore, ma mai sottovalutare uno che parla in un comizio: qualcuno lo ascolta.<br />
Per mesi i vertici del precedente Governo, ci hanno detto a 42 denti (tranne Tremonti, che sapeva di non poter ridere) che la crisi era cosa passata. Poi, tutto d&#8217;un tratto, veniamo a sapere che la crisi non se ne è mai andata, è cresciuta e si prospetta il fallimento: bello vedere Sarkozy e Merkel scambiarsi sorrisi, da farsi venire un travaso di bile. Ma non tanto perché hanno offeso una nazione, ma perché quel sogghigno rivelava il mare di balle che ci ha sommerso.<br />
Il politico, anche se preferisco chiamarlo eletto, è la voce di quanti hanno voluto che fosse a rappresentarli. Quando si comporta male, o malamente il nostro sistema, in maniera diabolica, lo ricicla e lo ripropone. Forse ha ragione un tizio che un giorno mi disse: «la gente dimentica in fretta».<br />
La morale della politica va a scatafascio, perde in credibilità, si urla al Io ve lo avevo detto, getta la spugna e si fa commissariare da un Governo di tecnici. Meno male, dico io! Forse era giusto farci massacrare con una manovra finanziaria, ma tecnica, per permettere che i politici raccolgano le nostre lacrime e ci consolino.<br />
Ieri, sabato 3 dicembre, ho passato la giornata (sì, proprio tutto il giorno!) al Congresso del Movimento &#8216;Union Valdotaine, partito di maggioranza in Valle d&#8217;Aosta. Il tema è quello attuale: la crisi. Inevitabili accenni più o meno marcati all&#8217;elenco che dovrebbe comporre la ricetta risolutiva, ma &#8211; almeno mi è parso – solo un delegato ha chiuso il suo discorso propositivo, facendo riferimento alla necessità di una morale, forse una vecchia storia ma sempre nuova.<br />
La crisi farà sospendere la stampa del giornale istituzionale della Settima Comunità Mont Rose, che dirigo da un anno. Il mio editoriale (scopro un po&#8217; le carte in anticipo) che uscirà a giorni, tratta di questo: responsabilità e morale. Avete mai visto un gregge di pecore? Se una cade, altre sei o sette la seguono e attendono che qualcuno le tiri su. Altrimenti stanno lì e subiscono gli eventi.<br />
Basta essere pecore, torniamo nella palestra sociale e togliamoci l&#8217;adipe che soffoca la coscienza della partecipazione attiva. Facciamo bene il nostro lavoro, fosse anche una semplice pulizia di un bancone da bar, perché fa bene alla nostra società. Magari non ce ne rendiamo conto, ma l&#8217;esempio si può dare anche in maniera silenziosa e umile.<br />
Cosa succederà non è alla mia portata (vorrei sapere di chi) ma sono certo che è ora di togliere spazio alla gramigna. Diamoci dentro!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/484/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=484&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>LIBRI &#8211; Un nuovo libro di William Facchinetti Kerdudo: Leggende Metropolitane.</title>
		<link>http://robertobelluco.wordpress.com/2011/09/13/477/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 15:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[leggende metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Belluco]]></category>
		<category><![CDATA[William facchinetti kerdudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Fresco di stampa con le ultime news dal mondo del mito metropolitano, William Facchinetti Kerdudo, ci guida in questo mondo, magari dandoci gli ingedienti per "fabbricarne" di nuove... <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/09/13/477/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=477&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;"><a href="http://robertobelluco.files.wordpress.com/2011/09/leggende-metropolitane-copertina.jpg"><img title="LEGGENDE METROPOLITANE - COPERTINA" src="http://robertobelluco.files.wordpress.com/2011/09/leggende-metropolitane-copertina.jpg?w=212&#038;h=300" alt="" width="212" height="300" /></a>Non molto tempo fa i cassonetti dei rifiuti strabordavano di tronchetti della felicità, infatti si diceva che tra le sue foglie si nascondesse un ragno venefico, che aveva già fatto le sue vittime. Ma è successo anche di lanci da aerei di scatolette contenenti vipere, che dovevano servire a sfamare poveri rapaci denutriti. Per non parlare degli adescamenti con successiva narcosi, operazione chirurgica e asportazione di un rene. Di tutto queste, e molte altre, notizie si è occupata la vox populi, che tutti sanno essere vox dei. </span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">Così nascono le leggende metropolitane, magari da un labile fondamento riscontrabile, colorato e ingigantito per vezzo o per voglia di avere qualcosa da raccontare.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">Di questi miti moderni si è occupato lo scrittore William Facchinetti Kerdudo, italo francese, che ha raccolto molte storie, tante nuove, e le offre al pubblico che si vuole erudire o, magari, tranquillizzare su fatti che ha sentito.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">Il titolo del libro &#8211; Leggende Metropolitane: Da Michael Jackson a Amy Winehouse, dall’Uomo Uncino alle Babysitter cannibali. False credenze o straordinarie verità? &#8211; identifica chiaramente il contenuto portando il lettore in un viaggio, spesso, raccapricciante per la dovizia di particolari cruenti.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">Smitizzare una storia non è il compito dell&#8217;autore, bensì quello di documentare una giungla di notizie e dare strumenti per vagliarle.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">Mai come adesso si diffondo attraverso i social network, le storie sono le più strane e balzane, ma puntano a mettere panico dando particolari e nomi di referenti che, almeno in apparenza, sono autorevoli.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">Ecco, questo libro, edito da Eremon Edizioni costo € 16,00, oltre che divertire leggendo, offre uno strumento in più per capire le leggende metropolitane. O, perché no, per inventarne altre.</span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><a href="http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&amp;id=2322">Articolo originale</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/477/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/477/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=477&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO &#8211; 11 settembre 2001: un boomerang per Al Qaida</title>
		<link>http://robertobelluco.wordpress.com/2011/09/10/le-note-di-roberto-belluco-11-settembre-2001-un-boomerang-per-al-qaida/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 16:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaida]]></category>
		<category><![CDATA[ribellione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Belluco]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[E' stata una giornata di dolore e altre ne sono seguite, ma se la scelta violenta dei terroristi fosse servita per dare una speranza democratica al Mondo? Se così fosse... <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/09/10/le-note-di-roberto-belluco-11-settembre-2001-un-boomerang-per-al-qaida/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=471&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p>http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&#038;id=2320</p>
<p>E&#8217; da qualche giorno che assisto a programmi radio, televisivi, leggo giornali che ci stanno preparando all&#8217;anniversario dell&#8217;attentato delle Torri Gemelle. I contenuti sono davvero variegati, ma soprattutto variopinti. Già, perchè si sprecano le teorie del complotto, anche davvero fantasiose, con morti sospette, esplosioni controllate che porterebbero al risultato di un finto attentato, di un attacco preparato a tavolino dagli stessi americani. Follia, fermamente convinto che sia follia.</p>
<p>Ridonda la frase che quel momento ha cambiato il Mondo, il modo di vivere, accresciuto il sospetto verso gli altri, non si può negare che sia così: misure di sicurezza, missioni militari di controllo della geografia del <em>male assoluto, </em>economia allo sfacelo<em>.</em></p>
<p>Non sono un esperto di economia, neanche di geopolitica, ma forse Al Qaida ha commesso il suo più grande errore. Il giorno dell&#8217;attentato è stato indebolito il sistema mondiale, ma si è rinvigorito l&#8217;orgoglio del mondo arabo, quello vero non integralista.</p>
<p>Quel giorno si è mosso il Mondo, sia occidentale che orientale, contro una struttura militare che si nasconde dietro alla facciata religiosa dell&#8217;Islam, che non predica l&#8217;odio verso gli altri.</p>
<p>Non voglio sembrare stupido, non penso di esserlo, visto che gli interessi economici molti paesi dell&#8217;altra parte del Mondo sono legati a filo doppio con la nostra vita quotidiana, basta pensare al gas, petrolio, altre materie prime indispensabili alle nostre industrie. Pertanto avere una sorta di tranquillità, anche a base di regimi dittatoriali, serve&#8230; non facciamo le educande. Ma l&#8217;intervento in Afghanistan ha restituito la possibilità di scelta ad una popolazione che è stata tenuta, giocoforza, nel medioevo repressivo sia sociale, che culturale. Il prezzo dell&#8217;intervento in vite umane è alto, sia da parte della popolazione che nelle forze militari; anche noi italiani abbiamo portato a casa molti nostri soldati che hanno perso la vita, ma anche molti di più che sanno di aver avuto occasione di aiutare a cambiare un popolo.</p>
<p>Forse il terrorismo organizzato, non aveva messo in conto che molti, più di quello che immaginiamo, hanno voglia di una vita normale con un livello di benessere che permetta di vivere e non di sopravvivere, ma soprattutto di poter scegliere in cosa credere e come farlo. Iniziano a rompersi equilibri che sembravano ormai cristallizzati, destinati a mai cambiare; un processo virtuoso, da parte di giovani, che si sono stufati di essere schiavi, decidono equilibri che cambieranno anche i rapporti con l&#8217;occidente.</p>
<p>L&#8217;11 settembre 2001è stato un momento incredibile, che si sta trascinando da ben dieci anni, con tutte le conseguenze, ma il sacrificio di tutte quelle persone non è stato vano: ha fatto sollevare il capo a tantissimi.</p>
<p>Ora, a noi cittadini, non resta che compiere un grande lavoro di restituzione di dignità a quei popoli che hanno avuto il coraggio di ribellarsi. In fondo, non lo abbiamo fatto anche noi? Più di una volta?</p>
<p>Solo che il sostegno alle ribellioni è costoso, non si “investe”nulla in Siria, se non vuote intimazioni da parte delle Nazioni Unite? Li si muore in maniera gratuita, fonti di organizzazioni umanitarie parlano di torture e morti in carcere, coinvolti anche bambini. Non immaginavo che la vita di una persona fosse condizionata dal Pil del proprio paese e dalle scelte politiche internazionali di un dittatore.</p>
<p>Ringrazio chi ha dato la vita, chi si sta impegnando per garantire sicurezza e crescita democratica, per chi ha il coraggio di opporsi.</p>
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		<title>Lenote di Roberto Belluco &#8211; Tutti al mare</title>
		<link>http://robertobelluco.wordpress.com/2011/08/28/lenote-di-roberto-belluco-tutti-al-mare/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 13:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&#038;id=2317 Succede che si vada in vacanza. In genere si prediligono le zone che allietano i figli: innegabilmente, per quanto riguarda la mia famiglia, il mare. Io e mia moglie non siamo molto avvezzi all&#8217;uso della spiaggia, anzi ci dobbiamo &#8230; <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/08/28/lenote-di-roberto-belluco-tutti-al-mare/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=462&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&#038;id=2317</p>
<p>Succede che si vada in vacanza. In genere si prediligono le zone che allietano i figli: innegabilmente, per quanto riguarda la mia famiglia, il mare. Io e mia moglie non siamo molto avvezzi all&#8217;uso della spiaggia, anzi ci dobbiamo allenare mentalmente per stare dietro ai nostri pupi.<br />
Ma ci si adatta in fretta, cercando aspetti positivi nella natura circostante e nella bella atmosfera che comunque aleggia intorno alla parola vacanza Quest&#8217;anno i nostri figli ci hanno proposto di ritornare a Sottomarina di Chioggia, dove erano stati quando erano molto piccoli. Avevamo scelto questa zona del Veneto perché decisamente con un mare sicuro, grazie alla bassa profondità del fondale, per i bambini e per il patema dei genitori.<br />
La zona che ci ha ospitato era separata dal mare dalle “dune”, che sono un vero e proprio patrimonio naturale. Infatti sono uno sbarramento, per la sabbia e per l&#8217;acqua salata, nonché bacino d&#8217;acqua dolce. Qui sono preservate, ma altrove – visto in località abruzzese &#8211; la speculazione edilizia e la necessità di fare cassa, ha dettato profonde variazioni ai piani regolatori, facendole spianare per recuperare zone edificabili.<br />
Superate agevolmente le dune, grazie a dei varchi, si arriva alla spiaggia. Lì si rimane perplessi, forse perché abbiamo una visione diversa della natura? Mi spiego meglio. E&#8217; giusto che le spiagge siano occupate dai turisti, che si divertano, si riposino, si abbronzino e giochino, meno che la loro presenza sia segnata da rifiuti, più o meno biodegradabili, che “marchino” il territorio. Vabbè, si spera che alla mancanza di buon senso degli astanti, ottemperino gli addetti a rastrellare e pulire questo patrimonio comune. Già, perché si dimentica che la natura è patrimonio di tutti. A meno che a casa propria non si lasci tutto in giro, ma non ci crederei neanche lo vedessi.<br />
Ma non voglio divagare, infatti conquistata una posizione stanziale sulla sabbia, ci si avvicina al mare. La distesa d&#8217;acqua ha sempre il suo fascino, il moto ondoso, la sabbia, il sapore, le alghe, la plastica. Già, perché dal quantitativo di questo elemento incorruttibile che si vede in acqua, mi viene da pensare che i Regni di classificazione siano da aggiornare. Il mare è costellato da ogni tipo di rifiuto, molti dei quali – nella fattispecie salva slip – segnano le volute del moto ondoso. Se non facesse schifo sarebbe quasi una bella immagine poetica. Alcuni rifiuti – mi spiace ma il salva slip non ce l&#8217;abbiamo fatta &#8211; li abbiamo raccolti e portati nei tanti contenitori che fanno mostra di sè in spiaggia. Il peggio erano gli sguardi dei bagnanti, che avevano imparato a glissare, con una certa perizia, sia in acqua che sulla spiaggia, cose non loro. Forse avallati dalle molteplici allegre forme di animazione da spiaggia, che dopo lasciava in ogni dove, segni multicolore dell&#8217;allegra compagnia.<br />
Se vi capita di leggere Primo Levi, Il sistema periodico, troverete un racconto che tratta della plastica, non amata da Dio, perché contenitore incorruttibile. Invece i contenitori naturali, come le bucce della frutta, hanno una predisposizione a ritornare nel gioco della vita. Il problema è che le conoscenze di Levi, apprezzato chimico, risalivano agli anni &#8217;70, mentre oggi si sa che la plastica è entrata, in maniera complessa, nel ciclo di alimentazione degli animali, particolarmente i pesci, e noi ne ingeriamo e digeriamo una buona parte. In pratica, si mandano giù i contenitori dei nostri bagordi.<br />
Non contento ci guardiamo ancora intorno e ammiriamo sacchi di indifferenziato, differenziabilissimo, abbandonati sul ciglio della strada. Nei pressi dei cassonetti una marea di qualunque cosa, che faceva un po&#8217; invidia alle visioni partenopee, con la differenza che veniva raccolta la mattina successiva, e la domanda, articolata, è nata spontanea. La localizzazione geografica del Veneto è nel ricco Nord Est, la politica che regge queste zone è legata alla cultura e alla difesa del proprio territorio, la maggior parte degli utenti parlavano dialetto locale: sono masochisti? Oppure, seconda alternativa, c&#8217;è una deroga al comportamento corretto e civile in occasione delle vacanze? Altro aspetto è legato ai controlli, ligi e giusti presso i parcometri, mentre latitanti e sonnecchiosi lungo le spiagge.<br />
L&#8217;unica considerazione è che questa non è politica a favore del turismo, è come permettere di scarabocchiare le tele custodite negli Uffizi, con la differenza che una tela si restaura, anche in tempi e con costi contenuti rispetto all&#8217;ambiente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/462/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/462/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=462&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Margherita Oggero: L&#8217;ora di pietra</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Aug 2011 15:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Camilla Baudino]]></category>
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		<description><![CDATA[iltrillodeldiavolo.it Margherita Oggero, torinese e giallista, in L&#8217;ora di pietra si è dedicata al romanzo di formazione. Narra la storia di una tredicenne, Imma, cresciuta nella provincia napoletana, dove le donne sono considerate “oggetti” di svago o di riproduzione, e &#8230; <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/08/15/margherita-oggero-lora-di-pietra/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=460&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.iltrillodeldiavolo.it/recensioni/2947-r-margherita-oggero-lora-di-pietra.html">iltrillodeldiavolo.it</a><br />
Margherita Oggero, torinese e giallista, in L&#8217;ora di pietra si è dedicata al romanzo di formazione. Narra la storia di una tredicenne, Imma, cresciuta nella provincia napoletana, dove le donne sono considerate “oggetti” di svago o di riproduzione, e tutto ruota intorno al potere del Boss locale. Imma ha la ventura di essere testimone non vista di un delitto, poi a sua volta è protagonista di un fatto cruento che ne decide la fuga. Viene nascosta dalla famiglia al Nord, a casa di una zia. Ma non è solo nascosta, ma prigioniera perché nessuno la deve riconoscere: ufficialmente è sparita.<br />
La sua condizione di solitudine le fa raggiungere uno stato meditativo e di introspezione che la porta a fare molti, profondi ragionamenti sulla propria esistenza. Imma cresce, anche grazie alle passeggiate, l&#8217;ora d&#8217;aria, che non vista si concede, ma non dovrebbe. In questi strappi alla prigionia, conosce un giovane venditore di libri, del quale segretamente si innamora, che le vende e regala libri che la aiuteranno a comprendere la sua condizione e a decidere di cambiare. La fine del romanzo ricalca a pieno la citazione di Amos Oz, tratta dal romanzo Una storia d&#8217;amore e di tenebra, che la signora Oggero ha scelto come introduzione: La questione è: che cosa fa ciascuno di noi delle carte che ha ricevuto? &#8230;&#8230;<br />
In questo caso, il precetto biblico dei talenti, è stato messo a frutto da Imma, che ha il talento del coraggio e della determinazione a cambiare vita e a non arrendersi.<br />
Il taglio del romanzo, nonostante non ci siano tutti gli ingredienti, è quello del giallo. I capitoli sono molto brevi, quasi dei fermo immagine, ma densi di significati che portano il lettore ad una chiara visualizzazione della scena.<br />
Anche le scelte di termini e di tipica costruzione dialettale della frase, sono state frutto di intenso lavoro di ricerca e di correzione da parte di un napoletano verace.<br />
La scelta ritmica particolare, l&#8217;argomento, gli intrecci sapientemente calibrati ne fanno un libro con una propensione criminale: il rapimento. Infatti è difficile liberasi dalla lettura di queste pagine fino a quando non si arriva alle pagine bianche di fondo libro.<br />
Roberto Belluco</p>
<p>Margherita Oggero: L&#8217;ora di pietra<br />
2011, Mondadori<br />
270 pagine, 18,80 euro</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/robertobelluco.wordpress.com/460/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/robertobelluco.wordpress.com/460/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=460&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le note di Roberto Belluco &#8211; Ci vorrebbe un po&#8217; di democratica, intelligente e sana intolleranza.</title>
		<link>http://robertobelluco.wordpress.com/2011/07/24/le-note-di-roberto-belluco-ci-vorrebbe-un-po-di-democratica-intelligente-e-sana-intolleranza/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 13:42:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertobelluco</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Anders Behring Breivik]]></category>
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		<description><![CDATA[Un paio di giorni fa, sento un amico, che mi raccomanda: “Stacca un po&#8217;!” La mia risposta fulminea è stata: “Come si fa?”. Ma non è la classica spocchia di chi vuole passare per super impegnato, con tanti pensieri e &#8230; <a href="http://robertobelluco.wordpress.com/2011/07/24/le-note-di-roberto-belluco-ci-vorrebbe-un-po-di-democratica-intelligente-e-sana-intolleranza/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=robertobelluco.wordpress.com&amp;blog=7866828&amp;post=455&amp;subd=robertobelluco&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di giorni fa, sento un amico, che mi raccomanda: “Stacca un po&#8217;!”<br />
La mia risposta fulminea è stata: “Come si fa?”. Ma non è la classica spocchia di chi vuole passare per super impegnato, con tanti pensieri e altrettante cose da fare, purtroppo (o per fortuna) la mia vita è così. Però mi rendo conto che ogni tanto si deve fare una pausa. Sul&#8217;onda lunga di una cena con amici, ho passato un sabato senza notizie, computer, breaking news, twitter etc etc<br />
Serata “giovane” in birreria con mia moglie, curiosamente i nostri figli erano rimasti a dormire in baita con i nonni, ritorno a casa contento: non avevo fatto nulla che corrispondesse alla consuetudine. Al ritorno a casa accendo la tv e mi accoglie un programma di approfondimento che tratta la notizia del giorno. Distratto, le brutte abitudini si prendono in poco tempo, non capisco subito cosa è successo. Torno sui binari, ascolto e guardo i servizi. Oslo, autobomba posta tra il Palazzo del Governo e quello del Ministero del petrolio. In seguito, un trentaduenne, Anders Behring Breivik, cristiano integralista, travestito da poliziotto, durante un incontro di giovani laburisti su un isola a trenta km da Oslo, li raduna con motivazioni legate alla sua finta funzione e inizia a sparare. Ne uccide poco meno di cento, prima di essere fermato dalle forze speciali della polizia.<br />
Le immagini che scorrono sono agghiaccianti, la scheda di questo imprenditore agricolo anche. Viene descritto come massone, cristiano fondamentalista e integralista, legato alla destra xenofoba e furibondo per l&#8217;apertura alla multietnia della Norvegia.<br />
Io ho ricordi da bambino a proposito dell&#8217;essere avanti del nord Europa, chi non ricorda le allusioni sulla libertà sessuale, concezione libera e senza tabù del proprio corpo, poca o nessuna delinquenza, poliziotti disarmati e chi più ne ha più ne metta. Invece c&#8217;è chi ha idee diverse da quelle moderne e libertarie, da legge del taglione, o peggio, da conservazione della razza. Questo giovane – lo sei a trentadue anni – ha meditato di uccidere coetanei e anche più giovani che seguivano incontri politici: li ha puniti e ha punito il sistema.<br />
Oggi, qualche giornale ha tirato un sospiro di sollievo, titolando: “Non è matrice islamica”. Come dire, per fortuna è roba di casa nostra, nessun attentato da fuori. Personalmente, io ho più paura del piombo sparato da un mio concittadino, che quello di un ipotetico nemico che viene da fuori.<br />
Ma un aspetto mi ha fatto pensare: cristiano fondamentalista e integralista. Non capisco cosa vuol dire, perché (almeno credo, cioè ne sono certo!), appartenere a qualcosa, sia un club sportivo o una religione, significa rispettarne le regole. Se non le rispetto o se mi scrivo le regole io, non posso fregiarmi di appartenere a qualcosa. Qui è nata spontanea la mia domanda: che differenza c&#8217;è tra un cristiano (cattolico?) coerente e uno fondamentalista? Coerenza con i dettami decisi dalla gerarchia è base fondante dell&#8217;essere appartenenti, altrimenti non si fa parte del gruppo. Piccolo esempio: il Cattolicesimo vieta l&#8217;uso del preservativo, se lo uso sono fuori dalla chiesa. Sono rigido? Allora da domani posso scegliere se guidare tenendo la destra o la sinistra? A piacimento? Non lo faccio perché ne avrei delle conseguenze tali che dieci Pater, Ave e Gloria non risolverebbero.<br />
Questo uomo, impaurito dalla presenza di stranieri, temendo che la sua vita fosse minacciata, scientemente, ha imbracciato un mitragliatore sparando in nome di una fede xenofoba, politicamente schierata che nulla ha a che fare con Cristo, che non ha mai affermato: “spara all&#8217;impazzata sul prossimo tuo”.<br />
Dire che è un matto è limitativo, anche nella pena per questo “paladino della razza”, ma che è appartenente ad una parte di popolazione che ritiene che il diverso sia pericoloso. La storia recente non ha insegnato nulla, anzi ha ribadito che il fine giustifica i mezzi. Breivik sapeva che non ne sarebbe uscito libero o vivo da questa “missione”, ma è partito fiero e determinato per metterli a segno. Magari adesso sarà rammaricato per non averli centrati tutti, ma coerente con i dettami di questi gruppi che vorrebbero dei bellissimi muri di frontiera, oppure tutti belli uguali e omologati.<br />
Quindi razzista e xenofobo, cristiano un bel niente, appoggiato da gruppi tollerati dai Governi. Tollerato non è la parola giusta, perché nascono (come serpi in seno) all&#8217;ombra della democrazia, dove tutti possono esprimere le proprie opinioni, ma senza infrangere la legge. Già, ma la linea è labile e spesso si supera certi che nessuno voglia affrontare guai denunciandoli.<br />
Anche in Italia abbiamo di questi gruppi, che si rifanno alla difesa dell&#8217;italianità, al suo passato imperiale e ad un sacco di altri ventennali ricordi. Sono tollerati, guardati a vista, hanno diritto al 5 per mille essendo Onlus, mi mettono in crisi.<br />
Vero che del senno di poi si riempiono solo le fosse!), ma chissà se in Norvegia, situazione limite permettendo, qualcuno ci sta pensando?<br />
Bisogna lavorarci su, aiutando i nostri giovani ad avere impegni sociali che siano di crescita locale, pensando al mondo intero. Solo in questo modo, questi individui che vorrebbero un mondo settoriale e elitario, si estingueranno per mancanza di adesioni.</p>
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