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… in questi giorni, noi italiani -nessuno escluso-, grazie ai Vostri articoli, siamo stati dotati di chitarra, mandolino e – luogo comune piacendo – baffi neri. L’unico aspetto comico era il ricordo del Professor Kranz, personaggio ideato e interpretato da Paolo Villaggio alla fine degli anni sessanta, che in un colpo solo prendeva in giro tedeschi e italiani con indovinate gag.
Tutto nasce da un fatto scellerato, probabilmente ragionato, che ha portato una nave da crociera contro uno scoglio sottocosta dell’Isola del Giglio. Urto, scompiglio, nave sul fianco, abbandono nave e, purtroppo, vittime e dispersi.
Il web, con puntuale partecipazione, rende noto che questa manovra di avvicinamento sarebbe un inchino, un omaggio all’Isola compiuto da una delle più belle navi da crociera della Costa, in barba alla rotta stabilita e alle più comuni regole di sicurezza. Fino a quel punto gli ingredienti per scatenare l’opinione pubblica c’erano tutti.
Ad un certo punto della difficile evacuazione iniziano a filtrare notizie di ritardi nel dare l’allarme, che la Capitaneria è stata avvisata dai passeggeri e così via. Il massimo, anzi il surreale, si raggiunge con la diffusione della registrazione della telefonata che, dalla centrale operativa della Capitaneria di Porto di Livorno, il Capitano di Fregata Gregorio de Falco, effettua al Comandate della Concordia Francesco Schettino. Da subito si capisce che si è tessuta una situazione strana, non consona alle regole e alla letteratura: il comandante non era a bordo. De Falco, fermo e stupefatto, urla a Schettino di tornare a bordo. Usa una frase che ha fatto il giro del mondo: vada a bordo cazzo! Anche la risposta è stata emblematica: è buio.
Cari giornali, avete usato questa situazione vergognosa per riempire di fango tutti gli italiani, dipingendoli come deboli. Anche le parafrasi politiche non sono mancate: De Falco il tecnico, Schettino il politico incapace. Per non dire dei masochistici coinvolgimenti della stampa tedesca durante la trasmissione “Porta a Porta”: “dite troppe cifre. Non possiamo credervi”.
La nave ha una portata di oltre 4mila persone e, nonostante il Comandante che ha lasciato codardamente la plancia, molti coraggiosi hanno fatto in modo che quasi tutti guadagnassero la riva, contenendo il numero delle vittime.
Non dimenticatevi che questa Italia è composta da individui che hanno una grande forza di volontà e, soprattutto, una grande dignità. La polemica non è il mio forte, preferisco i fatti, e i fatti sono stati gli atti di coraggio e di sacrificio compiuti dai soccorritori, dai naufraghi in favore di altri e dagli abitanti del Giglio che hanno aperto le porte di casa loro.
La giustizia farà il suo corso e punirà i comportamenti omissivi e lesivi. Anche se mai come ora fioccano gli esperti di navigazione, di Comando di Lungo Corso e di operazioni di salvataggio.
Un popolo non può essere riconosciuto e marchiato per un fatto accaduto, altrimenti, cari giornali, Vi invito a spulciare i Vostri archivi, prima di scagliare la biblica prima pietra.
Nonostante tutto, Vi saluto cordialmente