LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO – Facebook morde?

Circa un anno addietro ho scritto su questo giornale un articolo intitolato “CULTURA CONVERGENTE: TUTTI SUL WEB 2.0″. Se faccio la proporzione con i tempi del web, posso affermare che ormai è davvero riferito al passato. In fondo non posso pretendere che le esigenze e la creatività di oltre 125milioni di utenti (solo per facebook, nda) non possano che far “cambiare” la singola e, poi per transizione, la globale applicazione web.I social network stanno entrando, o meglio, fanno parte del vivere comune. Meglio essere chiari: senza sostituire, ma affiancando la vita terrestre. Quale il problema? Il “digital divide”, o meglio (per noi fancofoni) la “fracture numérique”, che spesso è sinonimo (passatemi il termine) di un uso non consapevole di uno strumento. Mi spiego: è un po’ come avere la patente, guidare sporadicamente e affermare con certezza che gli pneumatici sarebbero meglio di altro materiale (marmo, per esempio. nda) piuttosto che la gomma. A questo punto vi racconto la mia esperienza, diretta e palpabile di aver portato su facebook il mio comune: Donnas.Il progetto solleticava, la voglia di accorciare le distanze tra cittadino e municipio era tanta. I contatti con le “persone” raccontavano l’esigenza di conoscere le cose che si sarebbero fatte sul territorio. Unendo le conoscenze personali e le esperienze di autorevoli amici, come il Capo Ufficio Stampa del Comune di Aosta Christian Diemoz, propongo una pagina ufficiale. Innanzitutto perché proprio facebook. Perché è strutturato in modo che si possa proporre un qualsivoglia argomento. Soprattutto è un prodotto di “terzi”, con le sue regole, i suoi controlli, liberando il fruitore da ogni responsabilità di gestione. Anzi, aderendo si può godere di ogni servizio di tutela in caso di necessità. Ovviamente, se avessi voluto proporre musica, cinema o altro mi sarei rivolto anche ad altre piattaforme. Ma facebook è al momento lo strumento principe per arrivare anche alla fasce più giovani della nostra società. Soprattutto non costa, cosa richiesta anche da aziende che non avrebbero problemi ad investire risorse economiche.Avuto un “verbale” incarico di sperimentare, grazie all’intuito e, perché no, alla fiducia del Sindaco Follioley, inizio “costruendo” due pagine: una fan e l’altra istituzionale secondo i dettami di facebook. Facendolo in un periodo di fine estate, coinvolgo un po’ di amici personali per testarne le potenzialità, che mi fanno propendere verso la forma principale della pagina “personale”. In verità sono tanti motivi: il principale è stato la maggiore “flessibile” interazione con gli utenti. L’altro sono le richieste “formali” di amicizia, un “filtro” che mi permette di riconoscere chi vuole “entrare” in Comune e, nel caso dubbio (cosa peraltro non ancora capitata), fargli fare anticamera fino a quando non ho capito bene chi è. Che immagine mettere come“profilo”? Devo dire che non ho avuto dubbi: il “gonfalone”. Quale immagine migliore per identificare una piattaforma informatica ufficiale?La bacheca è fissa, nel senso che non si vedono le attività degli “amici”, questo per lasciare vivo l’aspetto comunicativo del servizio. La funzione iniziale del facebook Donnas è di dare rilevanza alle iniziative sul territorio e dell’albo pretorio digitale del Comune.Si pone il problema sicurezza e, consci di tante “voci” che circolano, si utilizzano pc e autenticazioni al di fuori del Comune (frase un po’ comica), non entrando così nel “sistema” informatico dell’amministrazione. Ovviamente ogni singolo passo è seguito da email conoscitiva. Il sistema è abbastanza rodato, i test danno riscontro positivo. A questo punto il mio ruolo è quello di spiegare alla Giunta come funziona questo “meccanismo”, le attenzioni verso la privacy (che peraltro ricalcano i miei doveri di redattore di giornale e le scelte di ogni singolo utente di facebook), il modo di fare rete con gli Uffici comunali. Per mia fortuna (così i dubbi ulteriori vengono dissipati) il Segretario Comunale si riserva di fare ulteriori approfondimenti. Votazione di Giunta, delibera di incarico all’unanimità con controllo politico di un assessore. Si parte alla grande. Nel giro di pochissimo tempo i contatti, o amicizie, diventano oltre 850. Le iniziative sul territorio vengono promosse con un evento specifico, seguite e successivamente documentate con la pubblicazione di fotografie. In occasione di una visita guidata al Borgo e al Museo della Vite di Donnas, provo a girare un filmato con la mia macchina fotografica. Apro un “canale youtube” e lo pubblico, linkandolo sulla pagina ufficiale: Donnas si fa conoscere.Facebook permette di essere in contatto anche conoscendo il compleanno dei tuoi contatti/amici. Ho pensato che fosse un modo simpatico di far sentire amico il Comune di Donnas. La prima obiezione è stata: chi non ha internet allora non ha gli auguri. La prima risposta è: non costa nulla, è immediato e l’ambiente è diverso, come fosse un club.Le altre possibilità che facebook offre è la chat istantanea. Vorrei sciogliere qualche dubbio sull’etimologia della parola. Se si traduce in italiano “to have a chat”, si legge “fare quattro chiacchiere”. Sono poi i fruitori che ne determinano il livello (forse è determinante la marca, il costo dell’hardware?). Per quanto mi riguarda è quasi sempre chiusa, altrimenti con oltre 8cento contatti, non aggiorno la pagina. Quando capita che sia aperta mi succede di ricevere richieste di informazioni da cittadini o potenziali turisti. Anche qualche donnazzese che si è trasferito lontano chiede un amichevole: “Come è il tempo? Mi manca tanto Donnas”. Per non parlare della mail interna che ha raccolto impressioni, consigli e richieste specifiche di informazioni amministrative, girate prontamente all’Ufficio competente.Gli amici del Comune di Donnas hanno la possibilità di commentare le iniziative e le fotografie, ma anche qui il controllo del “pubblicato” è monitorato con apposita email. Se, cosa che non è mai successa, qualcuno si divertisse a scrivere sciocchezze sarebbe “letto” in tempo reale, visto che ormai il mio telefono mi segnala email a “torrente”.Questo servizio è sicuramente destinato ad evolversi e a crescere, rendendosi conto che è uno strumento dinamico che ha necessità di tempi brevi e, soprattutto, di un indirizzo amministrativo slegato da ingessate commissioni di gestione. Dove riposa la mia certezza? Nel fatto che il web è la trasposizione della vita reale, e non è vero che non ci sono regole. Le fattispecie contemplate dai codici, sono facilmente applicabili per eventuali abusi o reati commessi in questo virtuale mondo “virtuale”. Donnas, dopo la capofila Aosta, è la prima amministrazione valdostana che ha deciso di mettersi a disposizione dei cittadini con strumenti moderni. Forse i pochi che lo ritengono pericoloso o ingestibile, chiedendo di sostituire i pneumatici di gomma con quelli di marmo, sono mossi da scarsa conoscenza dello strumento: basta chiedere.

http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&id=2106

http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&id=741

1 commento

Archiviato in politica, Società

Una risposta a LE NOTE DI ROBERTO BELLUCO – Facebook morde?

  1. Bel lavoro!, utile e soprattutto ben spiegato.
    Un modello per chi volesse fare qualcosa per il proprio comune (tipo migliorare i contatti/rapporti cittadino-comune).
    Ciao, Maurizio

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