Il popolo ebraico è stato oggetto di una distruzione di massa effettuata con metodo, oserei dire economicamente ineccepibile. La macchina organizzativa era cinicamente preparata, come una fabbrica, a sopportare il “carico di lavoro” della registrazione, cernita, assegnazione al lavoro e alla soppressione di milioni di persone. Incredibile come l’uomo si sia potuto dedicare a una così aberrante opera di lucida e fredda iniziativa. Leggevo in questi giorni del “manuale” che addestrava i soldati tedeschi ad uccidere i neonati e bambini: al volo, per evitare pallottole di rimbalzo. Convenite con me che siamo oltre ogni immaginazione?
La celebrazione di questa giornata ha un sapore autentico di ricordo del passato per affrontare il futuro, per rimanere immuni e esenti da simili esperienze. Le iniziative, scolastiche e di massa, non si contano, i palinsesti Tv si sconvolgono e si dedicano (una volta tanto in orario prime time) alla cultura dell’evento. Ma spesso, non sempre sarei bugiardo ad affermarlo, tutto rimane fine a se stesso.
A cosa puntare in questa giornata? Io leggo e rileggo “Il sistema periodico” di Primo Levi,edizioni Einaudi, dove racconta frammenti della sua vita personale legandoli a elementi della materia che richiamano i suoi studi, la sopravvivenza nei “campi”, il lavoro, la vita affettiva… in pratica la “sua amata” chimica. Il suo raccontare è finalizzato a lenire il ricordo e a fare in modo che tanti ignari e ignavi conoscano o prendano coscienza, e questo non accada più.
Buon uomo Primo Levi, quanto sei stato disatteso dalla razza umana. E sì, perché in questi anni si sono succeduti tanti genocidi. Parola grossa, ma come lo chiamate lo sterminio e lo stupro di “razza” contro i bosniaci? In Africa, Rwanda, il massacro tra Hutu e Tutsi, dove il giornalista polacco Kapuściński ha raccolto le prove di una fredda “regia” europea? Quattro chiacchiere sul Ciad, dove i massacri, interi villaggi bruciati con annessi abitanti, stupri di massa, tanti morti di fame e fuga di migliaia di persone? Qui gli interessi economici delle nuove economie emergenti sono comprovati, lo stesso presidente Casini in visita nel paese è rimasto scioccato a vedere tanta sofferenza. Nel centro dove erano presenti i bambini più denutriti non ha avuto il coraggio di entrare. La mia fonte è attendibile.
Potrei andare avanti ancora per molte righe, ma a che pro? Basterebbe uno solo di questi “eventi” per chiudere il discorso.
Vengo alla mia richiesta/proposta. Questi dolorosi fatti andrebbero raccontati e affrontati politicamente, con l’aiuto dei sopravvissuti al nazismo e a chi ne mantiene viva la memoria, facendo onore ai tanti uccisi nei campi di sterminio. Facendo onore ai tanti, conosciuti e no, che hanno rischiato la vita per salvare dei loro simili. Soprattutto non guardando la “targa” religiosa.
Ecco, i nostri ragazzi dovrebbero essere sensibilizzati su queste problematiche, perché se vale il “paradosso della farfalla”, quello che accade in queste zone del mondo si ripercuoteranno in modo catastrofico sul resto del mondo “moralizzato e civilizzato”.
In ogni caso spero che il singolo sacrificio di allora e di quanti dedicano oggi la loro esistenza per un mondo migliore, non sia vano.
Coraggio e non abbassiamo la guardia!
http://www.ilpomeriggio.it/news_altre.php?mode=show&id=1622
mi permetto di commentare per la parte in cui sembri renderti conto che più che giornate della “memoria” servirebbero giornate “del presente”
pericoloso sarebbe negare il passato, ma lo è di più ignorare il presente
chiedi testimoni del nazismo, perchè non testimoni degli attuali campi di sterminio? che non vedo come altro si potrebbero chiamare i luoghi dell’odierno sterminio …ah già, li han chiamati campi profughi … il potere delle parole … se lasci a morire di fame, malattia, stenti …e magari occasionali colpi di mortaio, milioni di persone tra africa e asia, che son terre troppo ricche per lasciarle ai naturali abitanti, e chiami la sistemazione campo profughi, fa certo un miglior effetto …
mi son permessa perchè altrove scrissi qualcosa in occasione di una giornata della memoria, e su quello riflettevo … più lontano collochi l’orrore più è facile parlarne …parliamo ANCHE dell’odierno orrore e facciam parlare le vittime che han il volto dell’oggi, quello che le nostre coscienze fan tanta fatica ad riconoscere, perchè richiede di agire ORA e non di commemorare ciò di cui ci si può sentire innocenti perchè appartiene al passato
Grazie del tuo commento.
Io più che rendermi conto vorrei che le manifestazioni “giuste e sacrosante” di memoria portassero a qualcosa contro quello che infanga l’evento. Che senso ha ricordare il passato quando il presente è ugualmente terribile?
Ancora grazie del tuo passaggio!
Roberto